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Pietre preziose

Smeraldo

Lo smeraldoLo smeraldo è la gemma di nascita del mese di maggio, è il protagonista di una lunga tradizione. Questa preziosa gemma, che appartiene insieme all'Acquamarina alla famiglia dei Berilli, era già ai tempi dei faraoni un amato status symbol.

Nel Buddhismo è considerato uno dei ‘sette tesori’ ed equiparato alla saggezza. La parola "smeraldo" deriva dal latino smaragdus, proveniente dal greco smaragdos, ma la sua fonte originaria è un termine semitico, izmargad, oppure un termine sanscrito, maragata, che letteralmente significa "pietra verde”.

Lo Smeraldo deve il suo colore a tracce di cromo, vanadio e ferro, le cui varie concentrazioni determinano una gamma straordinaria di verdi, dal chiaro pastello al cupo intenso con vari gradi di sfumature bluastre, brune, grigiastre e giallognole.

Questa gemma è di origine pegmatitica-pnemautolitica e si può trovare all’interno di graniti e di rocce metamorfiche. Si tratta di una pietra preziosa di alto valore usata fin dall’antichità.

Le caratteristiche

La colorazione verde è quello che contraddistingue uno smeraldo dalle altre pietre preziose. Diversamente da quel che si crede, gli smeraldi sono noti per le loro imperfezioni tanto che gemme verdi perfette sono molto rare e sono note per il loro enorme valore. C’è chi preferisce lo smeraldo con minuscole imperfezioni alla pietra perfetta dato che sono tali imperfezioni a provarne l’autenticità. Queste imperfezioni possono essere nascoste trattando lo smeraldo con oli o con bagni coloranti: infatti è una pratica molto usata nell’industria delle pietre preziose. Gli smeraldi colombiani sono considerati tradizionalmente quelli migliori, perché presentano naturalmente una qualità eccezionale e una tonalità di verde più puro, eppure esiste un tipo di smeraldo dello Zambia che si caratterizza per il verde più intenso e le imperfezioni meno evidenti. Le inclusioni visibili, per le quali lo smeraldo si caratterizza, sono provocate dalla formazione della gemma all’interno di rocce metamorfiche, ovvero rocce che hanno subito una trasformazione fisica attraverso variazioni di calore e di pressione. Tali inclusioni e le fratture presenti nella pietra sono note come ‘giardino’ dello smeraldo. Altra qualità importante dello smeraldo è la lucentezza, che può rendere un esemplare diverso dall’altro per colore, purezza e taglio.

I giacimenti:

I primissimi esemplari furono trovati nell’antico Egitto, ma sono svaniti da tempo, a partire dal XVI secolo e dalle imprese dei conquistatori Hernando Cortes (anch’esso amante di questa gemma) e Francisco Pizzarro, trovarono nel nuovo mondo diverse miniere di questa bellissima gemma, sopratutto nella zona della Colombiana.

I giacimenti di smeraldi più importanti si trovano in Colombia e negli Urali, mentre giacimenti di minor importanza sebbene noti da sempre sono quelli che si trovano vicino la costa del Mar Rosso nell’alto Egitto, a sud di Kosseir, in Australia, nell’America del nord, in Brasile, nello Zimbabwe, in Sud Africa e in Austria.


Zaffiro

Lo zaffiro bluLo zaffiro è la gemma blu più preziosa e di alto valore che esista al mondo. È una gemma molto ambita e ricercata, proprio per il colore caratteristico, per la durezza e la sua lucentezza. Lo zaffiro è la pietra dei nati in settembre.

Il nome deriva dal latino ‘sappheiros’ che significa appunto blu, ma in sanscrito ‘sanipriya’ descriveva una gemma preziosa ‘sacra a Saturno’ e, infatti, secondo l’astrologia indiana lo zaffiro è la pietra di Saturno.

Questa gemma fa parte delle varietà di corindone e il suo colore più prezioso è quello fiordaliso blu conosciuto come zaffiro del Kashmir, mentre una varietà ancora più rara è quella aranciata. Un tipo più esotico di zaffiro è quello noto come muta colore, in quanto mostra un colore diverso a seconda dell’illuminazione, una sua caratteristica è proprio apparire blu con la luce naturale, mentre illuminato da luce artificiale diventa violetto.

Lo zaffiro spesso contiene minuscole inclusioni di ematite e rutilo che possono orientarsi in modo particolare tanto da presentare asteria. In natura lo zaffiro si trova all’interno di rocce metamorfiche che derivano da rifusione di micascisto, quarzite o di un calcare, e in magmi privi di silice nei loro depositi alluvionali. In genere lo zaffiro si presenta trasparente e in diverse colorazioni o combinazioni di colori, a volte si caratterizza per un accentuato pleocroismo e dimostra la sua bellezza se illuminato da luce naturale o fluorescente ma non luce incandescente.

Lo zaffiro è una delle più note pietre preziose ed è usata molto in gioielleria. Zaffiri che si caratterizzano per l’intenso colore blu e una straordinaria trasparenza possono valere anche diversi milioni di dollari a carato. La varietà più usata è quella blu ma esistono anche zaffiri gialli, rosa e arancio, e verdi e azzurri, ma queste sono gemme molto meno usate, così come lo zaffiro grigio. Lo zaffiro è utilizzato in tutte le forme di gioielleria dai braccialetti agli orecchini, dai ciondoli agli anelli, e può essere accompagnato da diamanti nelle sue composizioni, ma può anche essere usato da solo come gemma principale nelle composizioni di pendenti e anelli. Lo zaffiro blu spesso è usato per i cammeo e per incidere piccole figure soprattutto quando la qualità è quella meno trasparente.

Cura e pulizia dello Zaffiro

Gli Zaffiri possono essere sottoposti a una pulizia normale, così come a una pulizia a vapore e a ultrasuoni.


Rubino

Il rubinoQuesta intensa gemma facilmente riconoscibile per il suo colore smaccatamente rosso, il rubino è una delle pietre preziose più famose e note al mondo. Il rubino altro che non è che una varietà, la più nobile, dell’ossido di alluminio, ovvero un minerale più conosciuto col nome di corindone, che si presenta in natura molto allocromatico e particolarmente duro: infatti è l’unica sostanza naturale che si contraddistingue per una durezza di tipo 9 secondo la Scala di Mohs.

Come accennato, si caratterizza per il coloro rosso che deve all’ossido di cromo, tanto che questa pietra può assumere diverse tonalità di rosso dal più acceso al più rosato. Si tratta di una caratteristica della rocce metamorfiche che hanno avuto origine per metamorfismo di contatto con sedimenti alluminiferi e marmi dolomitici.

La tonalità di colore preferita è quella di un rosso sangue scuro con leggere sfumature bluastre, conosciuto col nome di ‘sangue di piccione’ o rubino birmano.

Infatti la tipologia birmana è la più famosa al mondo proprio per il colore particolare e la finezza della pietra. Il coloro del rubino è in genere causato da minuscole incursioni di cromo: si tratta di impurità che sono spesso responsabili della fluorescenza della pietra, fenomeno che può aiutare nella sua identificazione, dato che se, vista da angolazioni differenti, può mostrare un colore più intenso e brillante. Il rubino è anche la più dura delle pietre preziose dopo il diamante, ma le sue dimensioni non possono definirsi eccezionali al pari di altre pietre preziose perché dipendono molto dalla sua trasparenza, infatti oggigiorno i rubini limpidi di una caratura maggiore di 10 si considerano pietre molto rare.

I rubini migliori sono in genere tagliati ‘a faccette’ e a seconda del livello di trasparenza la forma cambia fino a quella cosiddetta ‘cabochon’, un tipo di taglio che è ritenuto il migliore per far risaltare di più il fenomeno dell’asterismo. Il rubino è una pietra molto rara tanto che in tempi non sospetti, quando non la si conosceva bene come oggi, veniva confusa con altre gemme rosse. Fortunatamente i mezzi gemmologici moderni consentono di analizzare accuratamente il tipo di cristallo per permetterne una classificazione, sebbene anche oggi si rischia di spacciare per rubino altri tipi di pietre come, per esempio, varietà di granato come l’almandino e il piropo o lo zircone e il topazio, se non addirittura la tormalina.

Cura e pulizia del Rubino

Il Rubino può essere sottoposto a una normale pulizia, così come alla pulizia al vapore e a quella a ultrasuoni. Questa gemma può avere otturazioni di vuoti, cavità, fessure e/o fessure aperte, più facilmente soggette a essere scalfite dalla gemma stessa e anche più esposte ai danni derivanti dal colore o da alcuni solventi.


Acquamarina

L’acquamarinaÈ una varietà di berillo dal colore azzurro intenso, l’acquamarina è una delle gemme blu più pregiate. È la pietra che rappresenta i nati nel mese di marzo.

Il nome acquamarina deriva dal latino ‘aqua’ e ‘marinus’ che significava ‘acqua del mare’ dato il forte legame della tonalità di colore che sembra rispecchiare quello del mare. L’acquamarina fa parte della famiglia dei berilli, da cui derivano anche gli smeraldi, la morganite rosa e l’eliodoro giallo. Il colore blu intenso della gemma è dovuto alla presenza di elementi di ferro : dalle diverse concentrazioni di ferro derivano le numerose gamme di tonalità di acquamarina, da quelle che vanno dal blu più tenue e pastello a quelle che presentano una tonalità di blu più intenso e profondo, talora sfumato da venature verdi.

Questa pietra piace molto proprio per il suo straordinario colore. In natura l’acquamarina si presenta trasparente e senza inclusioni visibili a occhio nudo per cui un’acquamarina pura resta tale anche se sottoposta a lente di ingrandimento. È relativamente una pietra molto comune e nelle sue tonalità più chiare anche abbastanza abbordabile in termini di costi, infatti il pregio di questa gemma cresce con l’aumentare dall’intensità della tonalità di blu. Sono state estratti alcuni cristalli trasparenti di acquamarina da cui sono state ricavate gemme pesanti migliaia di carati. Il colore blu chiaro dell’acquamarina può sbiadire e scolorirsi diventando un blu verde se esposto per lunghi periodi di tempo alla luce, per questo è molto importante comprare un’acquamarina da un commerciante affidabile.

L’acquamarina è una pietra di notevole durezza e durabilità, ma può sviluppare crepe interne se subisce colpi o urti molto forti. Il topazio blu chiaro viene spesso confuso per acquamarina dato che i colori delle due pietra possono sembrare identici, così come le loro proprietà fisiche, però il topazio generalmente è molto meno costoso rispetto alla vera acquamarina. Diversamente dallo smeraldo, l’acquamarina si presenta completamente priva di imperfezioni, infatti si vedono raramente gemme di acquamarina con imperfezioni visibili a occhio nudo. Il miglior taglio per l’acquamarina è quello a smeraldo, ma anche le pietre che mostrano tagli a brillante o rettangolari sono molto ricercate, sebbene i tagli più usati siano quelli rotondi, a pera, ovali e a cuscino.

Questa pietra subisce spesso il trattamento termico che ne ottimizza e stabilizza il colore: il riscaldamento eseguito a basse temperature ha l’effetto di ridurre le sfumature verdi e gialle. In genere questa gemma viene trattata per ottenere le sfumature di blu più scure o per migliorarne la tonalità portandola al livello desiderato. Alcuni esemplari possono presentare inclusioni e cave, mentre le sfumature dovute alla presenza di minerali estranei possono dare origine all’acquamarina stellata e a quella a occhio di gatto.

Esistono diverse varietà di acquamarina che si possono classificare in base al luogo d’estrazione. Per esempio, l’acquamarina Santa Maria è una gemma piuttosto rara dal colore blu intenso che proviene dall’omonima località Santa Maria de Itabira in Brasile. Sempre dal Brasile provengono anche l’acquamarina di San Domingo che si caratterizza per il colore blu tenue, l’acquamarina Santa Teresa che si contraddistingue per il turchese brillante, e l’acquamarina Boca Rica che proviene dal giacimento brasiliano omonimo.

La gemma Pedra Azul è nota per il blu scuro profondo, mentre l’Occhio di gatto presenta il fenomeno del gatteggiamento ed è una pietra molto rara. La maggior parte delle pietre presenti in commercio sono trattate termicamente: l’acquamarina naturale ha un colore molto più chiaro e più verdastro, mentre il trattamento termico crea delle sfumature di un blu più intenso, ciò non significa che non esistano pietre dalle sfumature bluastre naturali, ma sono molto rare da trovare.

Giacimenti

L’acquamarina deriva il suo colore dalla presenza di ferro all’interno del berillo incolore. È una pietra abbastanza dura e resistente tanto che nella scala di Mohs raggiunge un buon 7,5 e si caratterizza anche per la lucentezza eccezionale. L’acquamarina si trova all’interno delle rocce metamorfe sotto forma di crogiuoli minerali nei sedimenti fluviali e nelle rocce pegmatiti. All’inizio veniva estratta dai giacimenti di Minas Gerais in Brasile dov’è possibile trovare gemme dai colori molto chiari, e nella zona est degli Urali in Russia, da dove vengono estratti berilli di ogni colore. Successivamente sono stati scoperti i giacimenti in Nigeria, Madagascar, Zambia e Mozambico dove i berilli si sono rivelati di più alta qualità. Questi giacimenti sono diventati fonti di pietre di acquamarina molto importanti insieme a quelli presenti in Brasile, che resta uno del maggiori produttori ed esportatori al mondo di acquamarina.

L’acquamarina viene tagliata in molti e diversi modi, e viene usata in gioielleria come pietra ornamentale di anelli, orecchini, ciondoli, collane. Le gemme semi trasparenti che si caratterizzano per il fenomeno dell’asterismo o per l’effetto a gatteggiamento sono poco comuni, ma esistono e sono tagliate e raffinate a cabochon. Acquamarina di bassa qualità ma dalla buona trasparenza vengono qualche volta usate come perle o come pietre grezze nella realizzazione di bracciali e collane. Spesso l’acquamarina viene usata incastonata in figure ornamentali o per incidervi figure a forma di animali.

Cura e pulizia dell’Acquamarina

L'Acquamarina dovrebbe essere sottoposta solo a trattamenti tradizionali e alla pulizia a vapore.


Tanzanite

La TanzaniteLa Tanzanite, è la pietra di nascita del mese di dicembre, è una delle gemme colorate più richiesta di tutti i tempi, grazie soprattutto al suo unico blu intenso.

Il nome Tanzanite le venne dato dalla maison Tiffany in onore dello Stato in cui la gemma fu scoperta. Prima del nome definitivo si scartò l'ipotesi di conferirle il nome commerciale di Zoisite blu poiché esso suonava troppo simile al termine inglese suicidio (suicide).

La Tanzanite è una gemma pleocroica, o più esattamente tricroica. Questo significa che ciascun cristallo di Tanzanite ha tre colori: blu, rosso-violaceo e bruno giallo-verdino (bronzeo), la cui intensità cambia quando viene osservata da angolazioni diverse. Il riscaldamento riduce al minimo le sfumature bronzee della Tanzanite, accentuandone al massino i blu, viola e i porpora, ma questo dipende dalle naturali caratteristiche di ciascun cristallo e non produce risultati identici su ogni esemplare. Il colore più raro e più pregiato della Tanzanite è un tipico blu intenso cielo “zaffiro”, ma normalmente il colore finale della Tanzanite è una combinazione dei suoi tre colori tricroici, conseguentemente alla preminenza del pleocroismo in ciascuna gemma finita. È per questo che la Tanzanite che ha più blu purpureo o viola, viene sfaccettata nel senso della larghezza del cristallo per accentuare l´intensità del colore blu. Lo standard di purezza della Tanzanite è di solito eye-clean (senza inclusioni visibili quando la gemma è esaminata a occhio nudo da una distanza di 15 cm) e può presentare un buon grado di purezza sotto la lente ad ingrandimento. Questo è un aspetto importante, perchè un´elevata trasparenza e l´assenza di inclusioni accentua i suoi incantevoli colori, che sono il segno distintivo di questa gemma.

Cura e pulizia della Tanzanite

Non sottoporre la Tanzanite a drastici cambiamenti di temperatura, in quanto potrebbe subire dei danni.


Zircone

ZirconeConosciuto fin dall’antichità lo zircone è citato in molti brani della Bibbia con il nome di “giacinto” e come “gemma di fuoco”, che fa parte del pettorale di Aronne, ma è anche una delle dodici gemme su cui si fonda la città di Gerusalemme. Secondo la tradizione lo zircone sarebbe abbinato all’apostolo Simone. Tale gemma viene citata anche in poesie hindu in cui si narra di un albero dalle foglie di zircone. Secondo leggende ebraiche, “Zircone” sarebbe il nome di un angelo che avrebbe dovuto tener d’occhio Adamo ed Eva nell’Eden.

Per la sua somiglianza con il Diamante, lo Zircone è stato per molto tempo commercializzato come un suo sostituto o confuso con la Zirconia cubica, pietra sintetica, nonostante lo Zircone sia una bellezza completamente naturale.

Derivante dalla parola araba ‘zarkun’ che significa rosso e dalle parole persiane ‘zar’ e ‘gun’, ovvero oro e colore, lo zircone è una pietra nota come virtuosa perché aiuta a far emergere le qualità positive di chi lo usa. È la gemma caratteristica dei nati a dicembre.

Lo zircone è un minerale costituito da silicato di zirconio di formula Zr SiO4 cristallizzata nel sistema tetragonale e si presenta in cristalli prismatici e o in granuli irregolari di colore giallo, rosso, bruno, grigio o verde. Durissimo, pesante, dalla perfetta sfaldatura, trasparente con una lucentezza adamantina, talora è reso metamittico per le radiazioni di uranio e torio. Proprio per queste sue caratteristiche, lo zircone rispetto ad altre pietre può sembrare molto simile al diamante a un occhio poco esperto: la sua grande lucentezza e l’intenso splendore, infatti, gli conferiscono una brillantezza tale da poter essere paragonato al diamante. L’interesse verso questa pietra preziosa è, però, ingiustamente ridotto proprio dal fatto che lo zircone sia spesso percepito come un’imitazione economica del diamante.

Lo zircone incolore è facilmente distinguibile dal diamante grazie alla doppia rifrazione e alla sua scarsa durezza. La forte birifrangenza che caratterizza questa pietra semi preziosa dipende anche dalla prospettiva da cui la si osserva: grazie a tale fenomeno, lo zircone riesce a contraddistinguersi anche per la formazione di meravigliosi motivi a mosaico. La brillante lucentezza e lo splendore dello zircone combinati con una buona durezza e una vasta gamma di colori, rendono lo zircone una gemma ugualmente desiderabile, sebbene abbia dei tratti molto meno notevoli. Per esempio, se esposti per molto tempo alla luce del sole alcuni tipi di zirconi possono cambiare colore diventando più scuri mentre la loro lucentezza potrebbe affievolirsi molto: si tratta di un effetto che può essere invertito sottoponendo la pietra a un ulteriore trattamento termico. Lo zircone, inoltre, tende a creparsi e a scheggiarsi se subisce urti o colpi troppo forti. Altro importante fattore quando si taglia lo zircone è quello di minimizzare la sua birifrangenza con un taglio da effettuare lungo gli angoli giusti: gli zirconi, che non vengono tagliati bene, possono apparire poco definiti e dal colore sfocato.

Si contano alcune varietà come il giacinto rosso, la starlite azzurra, il malacon verde oliva, il giargione giallo, mentre gli zirconi incolori e limpidi sono anche conosciuti come diamanti del Siam o diamanti di Matara per la notevole brillantezza per la quale sono noti. Lo zircone esiste in vari colori: c’è lo zircone cannella e quello zafferano, mentre la varietà Kaduna, che proviene dai giacimenti della Nigeria, si contraddistingue per la calda tonalità di giallo. Più particolare è il tipo Ratanakiri, ovvero uno zircone di colore blu proveniente dalla omonima località della Cambogia da cui è possibile esportare alcuni tra i più begli esemplari al mondo. La varietà più nota è quella ‘giacinto’ che si caratterizza per il colore rosso-arancio e la lucentezza adamantina, mentre molto apprezzato è anche lo zircone starlite di un colore azzurro tenue dalle lievi venature verdastre che viene spesso confuso con l’Acquamarina o il topazio azzurro del Brasile.

Genesi e giacimenti

Lo zircone è un comune componente accessorio di molte rocce magmatiche scistoso-cristalline: in grossi cristalli si trova nelle sieniti della Norvegia e degli Urali, del Madagascar e del Brasile e negli scisti cristallini del Canada. Si può trovare pure in giacimenti secondari, come per esempio nelle sabbie gemmifere del Queensland, nello Sri Landa e della Tailandia. Anche le sabbie dei fiumi alpini italiani sono tutte più o meno zirconifere.


Gioiellieri ed Orologiai
a Torino dal 1959

Corso Orbassano, 222
Tel. 011.35.39.61
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